Stemma Rione Pedicino

Il Rione Pedicino

COS’E’ IL RIONE PEDICINO

Non solo un colore, non solo una torre, non solo una sfilata. Il Pedicino è qualcosa che resta.

Non è solo un posto. Non è solo un colore. Non è solo una torre cucita su una maglietta, un Palio vinto, una sfilata riuscita, un tamburo che rulla, un carro che passa, una scenografia che si accende per un’ora e poi sparisce.

Il Pedicino è qualcosa che resta.

Resta nelle mani di chi ha costruito senza avere quasi niente. Resta negli occhi di chi da bambino guardava i grandi e sognava di diventare uno di loro. Resta nella pazienza di chi cuce, nella fatica di chi monta, nella voce di chi recita, nel passo di chi balla, nel coraggio di chi corre, nella risata di chi scherza, nella testardaggine di chi non molla mai.

Resta soprattutto nelle persone.

Perché il Pedicino non è mai stato fatto solo di muri, sedi, costumi o vittorie. È stato fatto di presenze. Di gente che c’è stata. Di gente che ha dato tanto, poco, oppure tutto quello che poteva.

Dentro il Pedicino nessuno passa davvero invano.

Chi entra, in un modo o nell’altro, lascia qualcosa: un’idea, una mano, una frase, un ricordo, una fatica, una risata, un esempio.

Così, anno dopo anno, il rione continua a vivere. Cambia facce, cambia tempi, cambia strumenti, cambia perfino il modo di fare certe cose. Ma sotto tutto questo resta uguale a sé stesso.

Resta quella miscela di orgoglio, fantasia, amicizia, rivalità, lavoro e cuore che lo ha fatto andare avanti fin dall’inizio.

Il Pedicino sarà anche il più piccolo dei tre. Ma certi luoghi non si misurano in grandezza. Si misurano in anima.

Il Rione Pedicino non appartiene solo a ciò che è stato. Appartiene anche a ciò che continua.

Continua nelle prove dei tamburini, nelle mani delle sarte, nei laboratori dove prendono forma carri e scenografie, nelle riunioni che finiscono tardi, nei progetti che sembrano impossibili e nelle idee che diventano realtà.

Continua nei bambini che oggi guardano con la stessa meraviglia con cui, tanti anni fa, guardavano quelli che oggi sono diventati genitori e nonni.

Da chi c’era.

Da chi c’è.

Da chi verrà.