Bianco e rosso

La nostra storia

Non si può spiegare con una cartina, una sede o uno stemma. Il Pedicino, prima di tutto, è un carattere.

Il carattere

Piccolo, forse, sulla carta. Mai nello spirito.

Pur essendo sempre stato considerato il più piccolo dei tre rioni, il Pedicino non si è mai comportato da piccolo.

Non lo è stato nelle idee, nella fantasia, nell'orgoglio e, soprattutto, quando c'era da presentarsi in piazza o al campo di giostra. Ha sempre avuto una sua ostinazione: lasciare il segno. Non per essere per forza più grande degli altri, ma per essere sé stesso fino in fondo. E per esserlo bene.

Rionali al lavoro durante i preparativi

Una realtà viva

Il Rione vive tutto l'anno.

È nato dentro la Festa d'Autunno, ma ridurlo soltanto a quei giorni sarebbe poco. Col tempo ha imparato a vivere anche fuori dalla festa, con un suo respiro e una continuità durante tutto l'anno.

Non è solo il luogo dove si costruiscono carri o si provano scene. È un posto dove si sta insieme, si cresce e si tramandano gesti, idee e modi di fare. Da questa volontà è nata anche l'associazione Rione Pedicino Arti Sceniche Medioevali, oggi iscritta al RUNTS.

Ci sono persone di tutte le età. C'è chi passa giornate intere a costruire, cucire, discutere e inventare; e chi arriva per un'ora, dà una mano come può e poi torna alla sua vita. Nel risultato finale, tutto conta.

Preparazione artigianale di una scena del Rione

Una scuola senza lavagne

Si impara facendo.

Il Rione ha mani, occhi ed esempi. Ci sono giovani che non hanno mai usato un avvitatore, una colla a caldo o un martello. Qui provano, guardano, si fanno correggere e riprovano.

Qualcuno insegna senza bisogno di fare il maestro: mostra, sistema, borbotta, rifà. Così ciò che uno non sapeva fare diventa, poco alla volta, un gesto normale.

Il sapere passa di mano in mano.

La memoria del Rione

I ricordi.

Un album di fotografie in bianco e nero per ritrovare volti, luoghi e momenti che hanno fatto la storia del Pedicino.

Corteo del Rione Pedicino in bianco e nero, con una grande torre illuminata e il pubblico ai lati
Foto d'archivio del Rione Pedicino, immagine 1
Foto d'archivio del Rione Pedicino, immagine 2
Foto d'archivio del Rione Pedicino, immagine 4
Foto d'archivio del Rione Pedicino, immagine 6
Foto d'archivio del Rione Pedicino, immagine 8
Foto d'archivio del Rione Pedicino, immagine 9
Foto d'archivio del Rione Pedicino, immagine 10
Foto d'archivio del Rione Pedicino, immagine 12
Foto d'archivio del Rione Pedicino, immagine 14
Foto d'archivio del Rione Pedicino, immagine 15
Foto d'archivio del Rione Pedicino, immagine 17
Foto d'archivio del Rione Pedicino, immagine 18
Foto d'archivio del Rione Pedicino, immagine 19
Foto d'archivio del Rione Pedicino, immagine 20
Foto del Rione Pedicino, anno 2019, immagine 2
Foto del Rione Pedicino, anno 2019, immagine 3
Foto del Rione Pedicino, anno 2019, immagine 4
Foto d'archivio del Rione Pedicino
Foto d'archivio del Rione Pedicino
Foto d'archivio del Rione Pedicino
Foto d'archivio del Rione Pedicino
Foto d'archivio del Rione Pedicino
Foto d'archivio del Rione Pedicino
Foto d'archivio del Rione Pedicino, serie P, immagine 1
Foto d'archivio del Rione Pedicino, serie P, immagine 2
Foto d'archivio del Rione Pedicino, serie P, immagine 3
Paola Fabbrizi durante una sfilata del Rione Pedicino

Sfilata 1996

Volti, cavalli
e invenzione.

Cavaliere del Rione Pedicino durante la sfilata del 1996
Soldato a cavallo del Rione Pedicino durante la sfilata del 1996
Cavaliere con mantello rosso del Rione Pedicino durante la sfilata del 1996
Ritratto in chiaroscuro di Umberto Buonanno

Una regola, una visione

Non copiare.
Fare le cose per primi.

Tra quelli che hanno inciso davvero sulla forma del Pedicino c’è senza dubbio Umberto Buonanno. Non solo per ciò che ha fatto, ma per ciò che ha insegnato a pensare.

Fu lui a imprimere nel rione un principio che, col tempo, sarebbe diventato quasi una regola morale: non copiare, fare le cose per primi.

Se una scena, un oggetto, un’idea l’aveva già fatta qualcun altro, per lui perdeva forza. Il Pedicino doveva cercare una strada propria, una sorpresa nuova, un’invenzione capace di distinguersi.

Due rionali del Pedicino durante la sfilata

La lunga staffetta

Ogni generazione lascia qualcosa.

In ogni epoca ci sono state persone capaci di custodire questo sapere più di altre. I “senatori”, verrebbe da dire: non per una nomina ufficiale, ma per autorevolezza naturale.

Entrano in un locale o guardano una prova e capiscono subito se una soluzione funziona, se un costume regge, se una scena ha forza. Oggi i punti di riferimento sono molti e ognuno porta esperienza, manualità, visione, gusto e capacità di tenere insieme le persone.

Prima di loro ce ne sono stati altri, e prima ancora altri ancora. Nessuno fa tutto da solo, ma tutti lasciano un modo di lavorare, un'idea, una frase o perfino una fissazione che diventa abitudine comune.

Copertina del volume Il Rione Pedicino

Memoria scritta

Un racconto nato dentro il Rione.

Queste parole riprendono il racconto raccolto nel volume Il Rione Pedicino. Il libro resta qui come una delle tante tracce della memoria comune, accanto alle fotografie, ai gesti e alle voci di chi ha costruito questa storia.

Pagine interne del volume Il Rione Pedicino

Il segreto del Pedicino

Cambiare senza smettere di essere sé stessi.

Cambiano i volti, i tempi e gli strumenti. Sotto resta quella miscela di orgoglio, fantasia, lavoro, amicizia e testardaggine che tiene in piedi il Rione. Più che un semplice rione, è un modo di appartenere.